Lisbona, Il Cinema, La Musica, Zé Duarte Dez

0
44

Va per la notte solo, un cappotto solitario, e un’ombra nera cade, vicino all’uomo là sul molo…se io cadrò in mare, chi mi salverà,che io non ho amici…

Dopo ogni sera passata al cinema, l’anziano Zè Duarte Dez cammina lungo la Rua Augusta, passa sotto quest’arco, l’Arco Triunfal, attraversa la Praça do Comércio ed arriva al Cais da Colunas, una serie di piccoli scalini che lenti e malinconici degradano immergendosi nel Tejo, il fiume di Lisbona.

Questa sera ha visto “Casa de Lava”, di Pedro Costa, con la bellissima Inês de Medeiros.

E’ un film ambientato su un’isola vulcanica di Capo Verde, e l’inquetudine di essere isola, sottoposta alla paura della deriva e delle eruzioni,si riflette nel film.

La storia di un operaio che si è buttato giù da un impalcatura perche non sapeva più cosa fare della sua vita, ed alla fine ottiene quello che forse sperava: tornare a casa.

Una storia è sempre un pretesto per altre storie, questa è il pretesto per parlare dell’infermiera che lo accompagna, Ines.

E un film è sempre un pretesto per parlare d’altro, e in “No dia dos meus anos” Inês legge un libro, non ci si accorge nemmeno che è lei, un venditore a domicilio glielo sta proponendo, e lei ne approfitta per cercare di leggere il libro senza comprarlo, non perché gli interessi, ma solo per passare il tempo, che è quello che fanno tutti da quando nascono a quando muoiono.

Intanto il venditore torna a casa, nel condominio dove abita anche Leonor Silveira, e leggiadro come un sorriso che scambieremmo con lei incontrandola,torna la mente a “La valle del peccato”.

Come fosse Madame Bovary lei attraversa gli anni, e gli animi (Zè Duarte Dez in questo film si immedesimava molto con l’anziano personaggiodi Cayres, che si innamora di lei come solo può fare chi è al termine della vita, disperatamente ed inutilmente), allo stesso modo in cui il regista Manoel de Oliveira attraversa “Lisbon story” che allo stesso tempo imita Charlot e parla di Dio.

Zè Duarte Dez attraversa le stesse strade e sale le stesse scale del film di Wim Wenders, ma lui non riesce mai ad incontrare Teresa Salgueiro, questo dimostra che la Vita è una copia imperfetta dell’ Arte, e chi vide mai una vita amorosa e non la vide affogata nelle lacrime della sventura e del pentimento?

Di Teresa conosce tutto, ogni canzone, persino quella che cantava sull’ Isola degli amori in quel riassunto di storia mal riuscito che era “Non, o la vana gloria di comandare”, sempre di De Oliveira, ed anche il Canto di Embalar che Carlos Paredes aveva scritto per “Mudar de Vida” di Paulo Rocha.

Eppure l’ha vista solo una volta, dopo un concerto, e non sembrava nemmeno lei, e nemmeno lui aveva niente da dirle, le cose vagheggiate a lungo spesso, una volta diventate reali, si rivelano delusioni.

E questa sera che finisce, tornando a casa, dimmi Signore che sono qualcosa più di passo, più di un giorno, perché non è mai tardi per sognare qualcuno…

Zè Duarte Dez avrebbe ancora tanti testi da citare, tante canzoni dei Madredeus, altri film che ha visto…se volete potete scrivergli, lui intanto cammina per tornare da dove era partito, come tutte le cose, ed infatti pensa a quell’ultimo film, “Una volta per tutte”,in quella scena in cui è notte, c’è una donna che sta per addormentarsi, un uomo che cammina per la strada, un amore od un crimine che sta per compiersi, e la canzone fa: va per la notte solo, un uomo solitario…dalle vie antiche viene, un cantar distante, e nessuno esce di casa, per paura di quei passi, là sul molo…una vela bianca va, per amore, si allontana nella notte…se cadrò in mare, chi mi salverà…

Ed ora, se volete,potete continuare a girovagare nei suoi ricordi, attraverso i luoghi dei suoi anni di studente, vedere che tempo fa oggi in Praça de Espanha, passare davanti alla facciata della UCP dove conobbe una persona molto speciale, poi scendere verso Rua de Junqueira all’ ISCSP,oppure salutarlo, fino al giorno in cui lo reincontrerete…

Comments are closed.

More News