Società: Problemi Accompagnati Dalle Relative Soluzioni

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E poi ancora:

Mass-media spesso poco dissimili dal pettegolezzo di quartiere, sempre esageratamente con l’attenzione rivolta, nel bene o nel male, al potere, e soprattutto troppo spesso diseducativi e perfino inconsapevoli od indifferenti a ciò.

Sprechi generalizzati a tutti i livelli (perfino incoraggiati dai vertici dello stato), con scarsa propensione all’importante strumento del risparmio.

Affaticamento ed esaurimento popolare conseguente a competizione economica protratta, a sovraffollamento e ad immobilismo professionale e culturale. Scarsa e cattiva distribuzione di compiti e di attività economiche.

Elevato grado e diffusione di sfiducia sociale e pressochè assente partecipazione e coinvolgimento popolare attivo alle attività pubbliche.

E, ancora più alla base, al fondamento delle cose:

Cultura diretta al passato, ancora schiava di dogmi e monopolî istituzionali, politici, economici e religiosi e con scarsa propensione ad immaginare un futuro diverso e migliore, una differente organizzazione sociale, una nuova visione del mondo che sia perfino eccellente.

Scuola ai minimi livelli, in grado di fornire agli allievi una preparazione forse adatta ai primi anni del secolo ma certo non al nuovo millennio. Educatori inconsapevoli del loro ruolo, assolutamente fondamentale in una società, di formazione, motivazione e galvanizzazione popolare ed indifferenti a tutto ciò che succede nella società.

Religioni, simboli e riti obsoleti e fatiscenti e, quindi, totale ignoranza di importanti consapevolezze inerenti i fondamenti della vita nei loro vari aspetti individuali, sociali, naturali e cosmici, con conseguente assenza di motivazioni profonde della vita.

Disinteresse pressochè totale della scienza alla vita sociale, antico retaggio di epoche ottenebrate da diffuse superstizioni e violente persecuzioni.

Assenza di reale potere e moderne e scientifiche consapevolezze ai vertici delle più importanti organizzazioni sociali.

Esasperato ricorso all’uso dell’apparato legale e giudiziario nella conduzione della società: eccessiva fiducia nella legge, totalmente mal riposta perchè inadatta al compito che le abbiamo affidato e che dovrebbe essere invece amorevolmente ed entusiasticamente eseguito dalle strutture educative, e per contro scarsa, scarsissima coscienza morale.

Eccessiva fiducia nell’approccio specialistico. Assenza di una coscienza globale, di un approccio olistico e di una capacità di sintesi, doti tutte necessarie per venire a capo di ingarbugliate situazioni caratterizzate da grandi complessità.

Bene: adesso vediamo un po’, invece, cosa possiamo fare per migliorare le cose:

Occorre innanzitutto concepire un senso, delle valide direzioni individuali e collettive da seguire. In sette parole: individuare delle mete e tracciare le rotte.

Occorre concepire nuovi simboli, basati su natura e scienza, che stimolino le persone, le uniscano fra loro e mostri loro le strade da percorrere.

Rivedere la visione, l’immagine che abbiamo dell’ambiente circostante, del mondo: non più un luogo destinato solo a produrre denaro ma anche un piacevole, meraviglioso paradiso in cui vivere, un posto bello e profumato, razionale ed allo stesso tempo fantasioso, immaginativo e creativo, la migliore identità possibile per la giovane vita che abbiamo chiamato Gaia.

Superare i nostri attuali standards in tutte le nostre attività.

Agevolare la nascita di centri di ricerca in tutte le regioni dedicate alla progettazione di visioni future sia locali sia in ambito più vasto.

Realizzare organizzazioni ad intelligenza diffusa piuttosto che apicale.

Semplificazione massima di strutture e procedimenti.

Poichè tutto ciò che siamo in grado di fare ora lo dobbiamo a ciò che abbiamo appreso in un modo o nell’altro, se desideriamo divenire una società superiore dobbiamo concepire una educazione superiore, una super-educazione.

Liberalizzare il mondo scolastico ed in pratica quello del lavoro dando meno importanza ai “titoli” di studio, ai diplomi, alle lauree ecc. ma riconoscendo l’importanza dello studio e della preparazione autodidatta e favorendola. Tra l’altro, grazie ai nuovi media tecnologici, oggi si può ottenere una preparazione superlativa senza affatto uscire di casa. Riconoscere questo cambiamento in atto ed accettarlo positivamente. Che le persone possano esprimersi nel modo che è loro più congeniale, creando programmi di studio personali. Premiare il merito, i risultati, quindi, non il titolo.

Immaginare prima e trasformare poi le attuali strutture scolastiche in meravigliosi luoghi che siano non solo di apprendimento ma anche di efficace creazione, dove i giovani invece di perdere le loro capacità, come avviene oggi, possano svilupparle come mai è stato possibile prima d’ora. Questo non con stanziamenti economici, ma con l’amorevole impegno personale a superare le proprie attuali capacità da parte di ognuno, docenti e discenti.

Rinnovare gran parte dei programmi di studio e dei libri di testo, scegliendo tra quelli più realmente utili, concreti, pratici, attuali anzi futuri.

Introdurre varie opportunità di crescita personale, di sviluppo della personalità, dallo studio e la pratica di tecniche psicofisiche come il Training Autogeno e la Meditazione alle Arti Marziali orientali definite dolci, come il Tai Chi Chuan.

Introdurre come elemento essenziale di studio la gestione del pensiero, la cosiddetta “critica del pensiero”.

Visto che si parla tanto di valori, che li si mostrino, finalmente, e li si insegni ad usare.

Svecchiamento ma soprattutto alternanza frequente dell’organico con diffusione e messa in atto dell’ideale di “apprendimento perpetuo”.

Inserimento nei programmi di ore dedicate all’insegnamento da parte di specialisti e professionisti (medici, ingegneri, elettricisti, tubisti, grafici, astronomi, ricercatori di ogni campo, ecc.) delle materie da loro trattate.

Drammatizzazione dell’insegnamento: renderlo per quanto possibile emotivamente coinvolgente e divertente.

Introdurre, visto che non c’è negli attuali programmi scolastici, il concetto e lo studio del futuro. Proporre domande del tipo:

Come sarà il nostro mondo tra 5, 10, 20, 50 anni?

Come vivremo in quelle date?

Quali obiettivi ci dobbiamo porre per il futuro?

Quali altri obiettivi potremo avere allora?

Laboratorio Eudemonia – Via Fonte Regina, 23 – 64100 Teramo – Italy

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